L'artrosi dell'anca non arriva quasi mai all'improvviso. Nella maggior parte dei casi si fa notare con piccoli segnali, facili da confondere con la semplice stanchezza o con "l'età che avanza". Il problema è che più aspetti a riconoscerli, più il trattamento diventa complicato. Ecco i cinque sintomi che vedo più spesso nei pazienti che poi scoprono di avere un'artrosi già in fase avanzata, e che avrebbero potuto intercettare mesi prima.
1. Dolore all'inguine che si irradia alla coscia
È il sintomo più caratteristico e anche il più frainteso. Molte persone lo scambiano per un problema muscolare o, nelle donne, per un disturbo ginecologico. Il dolore da artrosi dell'anca parte tipicamente dall'inguine e scende lungo la parte anteriore della coscia, a volte fino al ginocchio. Peggiora con il movimento e migliora, almeno all'inizio, con il riposo.
2. Rigidità al mattino o dopo essere stato seduto
Ti alzi dal letto o da una lunga riunione e per i primi passi senti l'anca "bloccata", poi piano piano si scioglie. Questa rigidità che dura pochi minuti e poi migliora con il movimento è un classico segnale precoce di artrosi, molto diverso dal dolore acuto di un trauma.
3. Difficoltà a chinarti o allacciarti le scarpe
Quando l'artrosi limita l'escursione dell'anca, i gesti che richiedono di piegare o ruotare la gamba diventano scomodi prima ancora di diventare dolorosi. Allacciarsi le scarpe, tagliarsi le unghie dei piedi, infilare un calzino: se questi movimenti sono diventati piccole imprese, vale la pena farci caso.
4. Una lieve zoppia che compare con la stanchezza
Non parliamo di una zoppia evidente, ma di quella leggera asimmetria nel passo che noti solo dopo una lunga camminata o a fine giornata, e che magari nota prima chi ti sta accanto che tu stesso. È il corpo che compensa un dolore o una rigidità che ancora non hai messo a fuoco consapevolmente.
5. Scricchiolii o sensazione di blocco nel movimento
Un rumore secco, uno scatto, la sensazione che l'articolazione si "incastri" per un attimo durante un movimento: sono segnali che la cartilagine si sta consumando in modo non uniforme. Non sempre si accompagnano a dolore, motivo per cui spesso vengono ignorati più a lungo degli altri sintomi.
Riconosci uno o più di questi sintomi?
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Non serve aspettare che il dolore diventi insopportabile. Una diagnosi precoce, con una visita ortopedica e se necessario una radiografia, permette di intervenire quando le opzioni sono ancora tante: fisioterapia mirata, infiltrazioni, ozonoterapia, cambi di abitudini quotidiane. La protesi è l'ultima opzione, non la prima, e nella maggior parte dei casi non è nemmeno necessaria se si interviene per tempo.
Se riconosci due o più di questi segnali da almeno qualche settimana, è il momento giusto per farti vedere. Prima si arriva alla diagnosi giusta, più margine c'è per scegliere la cura più semplice.